CARRELLO ELEVATORE
Il carrello elevatore è, nella tradizione della nostra Azienda, il cardine della logistica. Come un'azienda si costruisce attorno a un criterio organico di logistica, così un magazzino si costruisce attorno alla capacità di movimentazione di un carrello elevatore. La capacità di "movimento" di un carrello elevatore si chiama "corridoio operativo", in termine tecnico AST3. È quello spazio entro il quale il carrello elevatore deve effettuare un giro completo su se stesso. Questo criterio vale però solo sul carrello elevatore a circolazione libera.
Sul carrello elevatore a circolazione guidata il criterio cambia infatti in quel caso il corridoio si determina sommando la dimensione della sagoma del carrello elevatore (che comprende anche l'unità di carico, scatola o pallet che sia) alle distanze di sicurezza (definite con apposita norma) tra carrello elevatore e scaffalatura. Siamo entrati nel vivo del problema infatti, se dove la circolazione del carrello elevatore è libera non si creano problemi di sorta, dove è guidata ci sono una serie di parametri da tenere in considerazione: l'unità di carico (pallet) con peso e dimensioni e altezza di stoccaggio, determina il tipo di carrello elevatore da utilizzare. Il tipo di carrello elevatore utilizzato determina il corridoio operativo; anche la scaffalatura utilizzata viene scelta sulla base dell'unità di carico da stivare; corridoio operativo e scaffalatura formano un modulo che viene moltiplicato per il numero di corridoi che si vogliono realizzare. Si ottiene così la dimensione del magazzino reale ovvero da scaffale a scaffale inglobando tutti i corridoio operativi. Attorno al magazzino reale si costruisce il fabbricato tenendo conto, ma solo allora, degli altri parametri in campo (collegamenti, uffici, ribalte, uscite ecc).
Ecco perchè si è soliti dire che "il magazzino si costruisce attorno al carrello elevatore".
Il passaggio successivo in ordine di logica e di importanza riguarda sicuramente gli scaffali.
«Vai alla pagina dei Prodotti
